Pubblichiamo l’articolo di Filippo Di Biasi (sul Corriere della Sera del 4 agosto) che evidenzia la capacità delle tende da sole di raffrescare inequivocabilmente i nostri ambienti.
L’associazione Amici della Terra: «Vanno messe in città». Le tende sono state messe in varie città europee tra cui Siviglia e Malaga
Quando sull’asfalto fanno 49 gradi, l’erba si ferma a 36. E un fazzoletto di prato ombreggiato con una tenda arriva a massimo 29. È quello che è emerso da un esperimento fatto a villa Ruspoli, il grande parco a nord di Firenze gestito dall’associazione Amici della Terra.
Temperature alla mano, il presidente Sergio Gatteschi è convinto che possa essere questa una delle soluzioni alle isole di calore in città: «Vicino a Palazzo Vecchio c’è il nostro anfiteatro romano. Nelle visite guidate raccontano che aveva un velarium: un grande telo ombreggiante che veniva srotolato sopra la struttura. Noi dobbiamo fare lo stesso nelle nostre strade».
I volontari dell’organizzazione ambientalista insieme alla cooperativa Elfo stavano lavorando a un progetto di censimento della biodiversità nel parco. Uno studio della flora e degli animali che popolano le colline finanziato dalla Fondazione CR Firenze.

«Abbiamo iniziato a osservare anche il microclima nelle varie zone – spiega Gatteschi – tra cui alcune sempre esposte al sole. Da lì l’idea. Abbiamo preso una tenda veramente a bassissimo costo e una centralina con tre termometri. Uno l’abbiamo piazzato all’ombra, uno sull’erba al sole e con l’altro abbiamo rilevato la temperatura dell’asfalto. I risultati hanno confermato quello che pensavamo: può essere un’idea tampone per le strade di Firenze, per le aree dove vengono tagliati gli alberi per far posto alla tramvia, o per altri cantieri. Ne vengono ripiantati altri ed è giusto, ma ci mettono vent’anni prima di poter fare ombra. E in città asfalto e pietra esposti al sole assorbono tantissimo e poi restituiscono il calore di notte».
L’associazione ha partecipato al progetto Custodi del verde per la cura di parchi e aiuole pubbliche: «Abbiamo fatto presente la nostra proposta, che rilanciamo al Comune per il Piano verde. È una soluzione immediata e pure al risparmio, tante città europee come Malaga e Siviglia lo fanno già. Ma è solo un primo passo perché deve cambiare il modo di pensare la città. Devono cambiare le prospettive per far sì che una piazza Santa Maria Novella senza alberi e con panchine di ferro ustionanti non sia più pensabile».
A Parigi, durante l’ultima ondata di calore, il Comune ha aperto i parchi di notte ai residenti che vagavano in cerca di un posto dove riuscire a dormire. Anche se villa Ruspoli non figura nei rifugi climatici ufficiali (perché fuori dal centro abitato) Gatteschi ha le idee chiare: «Qui la notte ci sono 17 gradi. Se le istituzioni vorranno farlo noi siamo pronti».
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